chanokeburi

the flowing sound of haiku by Lucia Fontana

sognando haiku – dreaming haiku

  nessuna ispirazione . . . il vento canta attraverso il mio polsino nicholas klacsanzky   Cosa hanno in comune fra loro haiku e sogno? Haiku e sogno sono entrambi prodotti dalla mente creativa: di giorno l’uno, di notte l’altro. Ma quello che li rende estremamente simili è il fatto che entrambi parlino per immagini, malgrado il sogno possa presentarsi come una sequenza di immagini mentre usualmente quelle che compongono lo haiku sono due soltanto (o, occasionalmente, tre…). Entrambi mostrano, non raccontano. Sia lo haiku sia il sogno portano con sé un senso che è tanto più coinvolgente quanto più numerose sono le possibili chiavi di lettura ; ed entrambi possono essere definiti prodotti che danno voce e corpo a risorse inaspettate nel momento in cui le rispettive immagini vengono alchemicamente accostate fra loro. Inoltre i sogni, come gli haiku, possono talvolta essere letti anche al rovescio, arrivando finanche a dire l’esatto contrario… Il sogno, prodotto accurato che la mente genera nel corso del sonno REM, è la manifestazione di molteplici e condensate istanze, emozioni e bisogni sfuggiti ad una efficace elaborazione diurna. Filtrati di giorno, impigliati nel pettine dell’inconscio, di notte ne subiscono la condensazione in un’unica soluzione, che la maggior parte delle volte soddisfa numerosi sensi ed è altresì definita lavoro onirico. Simile ad un mosaico, nel sogno si declinano le intuizioni, i desideri, gli atti mancati cui il sognatore aspirava, talvolta ostacolato da realtà contingenti esterne o interne, dunque anche inconsce.   notizie di te nel mio sogno sembra che tu stia bene lucia fontana failed haiku,  n° 10,  october 2016   Può capitare che il sogno assuma la forma di una premonizione. Ciò in realtà accade perché dettagli rimasti inosservati alla mente conscia non sono sfuggiti a quella preconscia e non-conscia, così che il cervello si prepara anzitempo a vivere un accadimento programmato nel futuro imminente, giungendovi però in una condizione di maggior ricettività e attenzione. Regioni sottocorticali del nostro cervello, ontogeneticamente più arcaiche, captano in modo istintivo e fulmineo informazioni che sfuggono alla corteccia cerebrale, comunemente denominata in italiano “materia grigia”, preposta a funzioni di pensiero più sofisticate e dunque richiedenti più tempo per formulare, concepire, interpretare. Attraverso il sogno le emozioni irrisolte trovano spazio, possibili sbocchi, soluzioni.  Esso diviene una sonda che si espande facendo spazio ai desideri più reconditi, legittimandoli.   cesto di frutta ad uno ad uno afferro ogni mio sogno lucia fontana failed haiku, vol.2,  n. 21, september 2017   Tuttavia, il lavoro onirico può anche avvalersi di una funzione definita da Sigmund Freud “censura onirica”. Il suo effetto può rendere misterioso, criptico e non sempre di facile lettura un sogno portatore di desideri “proibiti”, cioè non accettati dal sognatore come congrui alla sua vita diurna. Essa fa affondare il ricordo del sogno stesso nell’oblio, proteggendo la mente conscia dall’esposizione a fatti a cui è impreparata, benché nel contempo la soddisfi facendole vivere inconsciamente le emozioni attraverso quello stesso sogno così poco o per nulla chiaro all’atto di rievocarlo.   un girasole selvatico dondola nel crepuscolo sogno dimenticato lucia fontana Haikuniverse, september 7, 2017      “‘Ecologicamente” l’inconscio può sognare e sognare ancora – in innumerevoli versioni – una medesima situazione, cosa che accade quando cerca di far superare un evento difficile alla persona che lo ha sperimentato, mettendo più volte in scena lo stesso copione del fatto accaduto, in varianti che favoriscano, dopo una sequenza di sogni altresì detti “ricorrenti”, il raggiungimento del lieto fine. E, dunque, ci accorgiamo di aver sognato, però al risveglio abbiamo la sensazione che il sogno sprofondi nell’oblio al punto che riusciamo a rammentarci solo pochi frammenti, talvolta uno, talaltra nessuno. Questo è l’effetto della censura onirica. Freud dedica molto interesse a questa funzione, che pare serva a tutelare dalle valutazioni, dalle razionalizzazioni e dal giudizio super-egoico la delicata e multiforme vita sommersa e desiderante di cui disponiamo e di cui spesso siamo poco consapevoli, ma da cui è possibile attingere energia nei momenti di travaglio o di passaggio e di forte cambiamento. Se vogliamo capire come funziona la censura onirica sul ricordo dei sogni è sufficiente assimilarla alla marea, la quale, crescendo, cancella le tracce lasciate sulla battigia.   marea del sogno cuore e nomi cancellati in un’onda lucia fontana failed haiku,, vol.2, n. 22, october 2017 il sogno di giulio Nella nostra veste di haijin conosciamo un po’ tutti a livello intuitivo come si arriva a scrivere uno haiku. Qui di seguito, invece, voglio rendervi partecipi di un sogno che fa utilizzo di varie immagini fra loro inanellate. Quello che cercherò di mostrarvi (attraverso il succinto racconto di qualche mese del mio lavoro) è come il sognatore può esordire da un’immagine di partenza, creare un’elaborazione della suddetta immagine tramite il lavoro inconscio, per poi produrre una seconda immagine in giustapposizione ai contenuti iniziali, spiazzando in primis se stesso (il sognatore) ma anche lo stesso ascoltatore… Con la descrizione di questo caso, di provenienza squisitamente psicoanalitica, intendo dunque mettere in evidenza quanto incisiva sia la vicinanza fra la  formazione inconscia del sogno e l’accostamento di immagini nella composizione poetica dello haiku. Inutile dire che uno haiku ben riuscito probabilmente funzionerà meglio se capace di creare un effetto “sogno ad occhi aperti”, evocando uno stato di rêverie, favorendo – similmente al sogno – più chiavi di lettura, restando “aperto” (e dunque insaturo), proprio come un sogno rammentato solo in parte, mai del tutto. In una riflessione di Alyson Ludek con riferimento alle forti implicazioni fra madre natura e natura umana nella poetica di Michael Dylan Welch, (cosa che vedremo a breve anche nel sogno), la poetessa osserva che  lo stesso haiku project (2003) di Welch evidenzia l’importanza per l’autore non solo dell’immagine sensoria, ma individua il legame fra lo haiku e la fotografia, e come entrambi registrino l’istante ritraendo l’esatto momento cui ci si riferisce. (Welch haiku project, Open Window http://www.brooksbookshaiku.com/welch/index.html ) Anche il sogno si compone di immagini, simili a fotogrammi. Le persone che raccontano i propri sogni non descrivono un’idea del sogno, bensì l’immagine più o meno precisa rimasta impressa nella loro mente come un’istantanea sul negativo di una pellicola… Molto spesso, fra l’una e l’altra, succedono anche cose che le persone possono dimenticare, tanto da far apparire il sogno assurdo per il suo “saltare” da un’immagine all’altra senza apparente collegamento fra loro, o più spesso con la biografia dell’individuo. Tuttavia un “trattamento analitico” può [more …]

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Menzione d’Onore al The​ ​Second​ ​Annual​ ​Jane​ ​Reichhold​ ​Memorial​ ​Haiga​ ​Contest con un Haiga Senryū — snorkeling — -​ ​Kris​ ​Moon Judge, Steve Hodge e Michael Rehling contest​ ​sponsors, November 5th 2017

snorkeling a fish among fish upstream snorkeling un pesce fra i pesci controcorrente © Lucia Fontana   “To end on a light bright note “snorkeling” with its delightful colourful art leads us by association into another layer of existence. I’d like to see more attention to visually linking the senryu to the image. One simple way would be to have a dark blue border , the colour of the central dragonfly and have the font in white or pale blue. More radically the lines of the senryu could swim among the dragonflies adding another visual layer to to total.”     http://www.haikuhut.com/FinalResultsReichholdCompetition2017.pdf  (PAG. 26)  

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Su Chrysanthemum 22, October 16th, 2017, editor Beate Conrad, ripubblicato nel corpo di un articolo dedicato allo Haiku in Italia, scritto da Klaus-Dieter Wirth, (page.115) uno haiku di Lucia Fontana – october again – già apparso sulla rivista statunitense Modern Haiku, Winter Spring 2017, Vol.48.1,

Su Chrysanthemum 22, October 16th, 2017, editor Beate Conrad, ripubblicato nel corpo di un articolo dedicato allo Haiku in Italia, scritto da Klaus-Dieter Wirth, (page.115) uno haiku di Lucia Fontana – october again – già apparso sulla rivista statunitense Modern Haiku, Winter Spring 2017, Vol.48.1,

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